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STRATEGIE EDUCATIVE

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Le intelligenze individuate da Gardner: caratteristiche ed implicazioni didattiche

dott.ssa Gentili Giuseppina-formatrice-cordinatrice gruppi I.M.A.S.
H. Gardner
Intervista a Gardner
Howard Gardner è docente di Cognitivismo e Pedagogia alla Facoltà di Scienze dell'Educazione all'Università di Harvard, dove è anche professore associato di Psicologia. E' inoltre professore associato di Neurologia alla Facoltà di Medicina all'Università di Boston, nonché co-direttore del Progetto Zero a Harvard. Ha ricevuto moltissimi riconoscimenti e moltissime lauree ad honorem, fra cui quella dell'Università di Tel Aviv in occasione del cinquantenario dello Stato di Israele. Autore di 18 libri e di parecchie centinaia di articoli, Gardner è soprattutto noto nel campo dell'educazione per la sua teoria delle intelligenze multiple, una critica serrata alla tesi che gli uomini possiedono una sola intelligenza, misurabile con strumenti psicometrici standard. Nel corso degli ultimi 15 anni Gardner e i suoi colleghi del Progetto Zero hanno lavorato sulla valutazione basata sulle prestazioni, sull'educazione al comprendere, e sull'uso delle intelligenze multiple con la finalità di costruire curricoli, forme di insegnamento e di valutazione più personalizzati. In questi ultimi tempi Gardner ha intrapreso studi intensivi su casi esemplari di creatori e leader. Insieme ai suoi colleghi sta cercando di capire i rapporti tra professioni di frontiera ed etica. E' autore di 18 opere che sono state tradotte in 20 lingue. I suoi due libri più recenti sono: The disciplined Mind: what all students should understand (Simon & Schuster, 1999) e Intelligence Reframed: Multiple Intelligences for rthe 21st Century (BasicBooks, 1999). Le opere di Gardner tradotte in italiano sono pubblicate dalla casa editrice Feltrinelli.
 
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La Teoria di Gardner
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Intelligenza Esistenziale
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Intelligenza Interpersonale
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Intelligenza intrapersonale
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Intelligenza Corporeo- Cinestetica
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Intelligenza Logico- Matematica
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Intelligenza Linguistica
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Intelligenza Naturalistica
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Intelligenza Visivo Spaziale
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Intelligenza Musicale
   
 
La teoria di Gardner
Negli ultimi venti anni, numerosi e consistenti sono stati i progressi nelle teorie dell'apprendimento, in particolare nella comprensione dello sviluppo cognitivo. Ma tradurre queste nuove conoscenze in adeguate pratiche didattico-educative e in atteggiamenti diversi nei confronti della mente non è stato e non è un processo semplice. Ci ha provato con successo, negli anni '80, Howard Gardner, psicologo americano, docente di psicologia dell'educazione all'Università di Harvard condirettore nel Progetto Zero, un progetto pilota in campo educativo. Nel 1983, con il suo libro "Frames of the mind", americano, talvolta usato anche in quello occidentale ha formulato e divulgato la teoria delle Intelligenze Multiple: una critica serrata alla tesi che gli uomini possiedono una sola intelligenza, misurabile con strumenti psicometrici standard, prassi consolidata nel sistema educativo-valutativo. La novità dell'approccio teorico di Gardner consiste "nell'aver posto l'accento sui modi in cui l'intelligenza si manifesta nelle diverse culture e in diversi individui, differenze che sono radicate nella basilare struttura della mente". Ma allora che cos'è l'intelligenza? Sono tanti gli scrittori che si sono impegnati a dare una risposta a questa domanda (bibl.); per Gardner è l'abilità di risolvere problemi o di creare prodotti apprezzati dalla società di appartenenza in un certo campo dell'esperienza o del sapere. Ogni persona dispone di una molteplicità di intelligenze molto diverse tra loro ma tali che in ciascuno di noi una di esse finisce col prevalere sulle altre. I modelli che quotidianamente utilizziamo come prototipi di persona intelligente, accettati e condivisi nella nostra società però, si identificano con colui/colei che ha pieno successo scolastico e mostra di avere buone possibilità linguistiche e logico-matematiche. Da qui la critica alle istituzioni scolastiche: si insegna a tutti nello stesso modo, tutti sono valutati nello stesso modo e tutti pensano di avere trattato tutti in modo giusto. In realtà le cose non stanno esattamente così, la scuola è impostata su un solo tipo di mente, mentre ci sono tante menti diverse. Secondo lo stesso Gardner, si possono individuare in ognuno di noi almeno otto diverse intelligenze, che però nella maggior parte degli alunni non vengono né riconosciute né potenziate, per cui si finisce per valutare una persona esclusivamente in base a quanto rende in campo logico ed in quello linguistico. Queste otto facoltà intellettive sono autonome, funzionano in maniera relativamente indipendente ma non operano isolate: "un individuo ne richiama diverse per svolgere un compito, ad es. per giocare una partita a scacchi o riparare un motore". Esse sono: l'intelligenza linguistica, l'intelligenza musicale, l'intelligenza logico-matematica, l'intelligenza spaziale, l'intelligenza corporeo-cinestetica, le intelligenze intra ed interpersonale, l'intelligenza naturalistica e quella spirituale o esistenziale
 
Madre Teresa di Calcutta come esempio di intelligenza esistenziale

INTELLIGENZA ESISTENZIALE

E' l'ultima intelligenza, in ordine temporale, teorizzata da Gardner, e sulla quale lo stesso preferisce ancora essere prudente. Fa riferimento alla capacità di porsi, nel tentativo di operare conclusioni, domande sulle grandi problematiche esistenziali, in particolare alle dimensioni che riguardano il significato della vita e della morte, del destino del mondo. "Nell'ambito di una situazione scolastica, per evidenziare comportamenti riconducibili all'intelligenza esistenziale, è necessario strutturare spazi e tempi in cui, attraverso il gioco simbolico, la conversazione intesa come scambio di esperienze relative al vissuto personale, la narrazione di fiabe e le attività espressive, il bambino abbia la possibilità di manifestare convinzioni, dubbi, curiosità e idee intorno a tematiche così profonde".

   
   
 
Gandy

INTELLIGENZA INTERPERSONALE

E’ la capacità di rilevare e fare distinzioni fra altri individui, i loro stati d’animo, temperamenti, motivazioni, intenzioni; la capacità di comprendere e interagire bene con altre persone. Si utilizza nella conoscenza e nella relazione con gli altri.
END-STATE:l’insegnante, gli  addetti alle pubbliche relazioni, l’avvocato

Implicazioni educative
Gli studenti in cui predomina questa intelligenza apprendono meglio attraverso l’interazione con gli altri sui contenuti. L’apprendimento è facilitato quando trovano l’opportunità di interagire con punti di vista diversi dai propri. Hanno facilità nel fare e nel mantenere amicizie, comprendono e rispettano gli altri, sono abili nel risolvere conflitti e nell’organizzare gli altri.

   
   
 
Sigmund Froid

L’INTELLIGENZA INTRAPERSONALE

Si tratta della capacità di accesso alla propria vita affettiva , dunque di un’abilità intrapsichica  che consiste nel discriminare istantaneamente fra i sentimenti, di classificarli, di attingere ad essi come mezzo per capire e guidare  il proprio comportamento
END-STATE: lo psicologo, lo scrittore.

Implicazioni educative

Gli studenti in cui predomina questa intelligenza apprendono meglio attraverso l’introspezione, la riflessione e un tempo di pensiero individuale. L’apprendimento è facilitato quando trovano l’opportunità di stare da soli a scrivere, disegnare, scarabocchiare, o inseguire i loro pensieri. Hanno bisogno di tempo per elaborare le informazioni, hanno convinzioni e opinioni radicate, pensano con la propria testa.

   
 
   
 
Nurayev

INTELLIGENZA CORPOREO CINESTESTETICA

Si tratta della capacità di usare il proprio corpo in modi molto differenziati e abili, per fini espressivi oltre che concreti: lavorare abilmente con oggetti, tanto quelli che implicano movimenti fini delle dita, quanto quelli che richiedono il controllo motorio dell’intero corpo.
END-STATE: l’acrobata, l’atleta, il ballerino, l’attore.

Implicazioni educative
Gli studenti in cui predomina questa intelligenza apprendono meglio attraverso il movimento e le attività con le mani. L’apprendimento è facilitato quando i contenuti vengono simbolizzati attraverso il movimento e quando è data loro la possibilità di esprimersi in creazioni che includano attività, mimo o movimento. Sono molto coordinati, utilizzano gesti e linguaggio corporeo, apprendono attraverso il ‘fare’ le attività, smontando e rimontando le cose.

   
   
 
Einstain

L'INTELLIGENZA LOGICO-MATEMATICA

"Le radici delle regioni supreme del pensiero logico, matematico e scientifico si trovano nelle azioni semplici di bambini piccoli sugli oggetti fisici del loro mondo. In contrasto con le capacità linguistiche e musicali, la competenza che denomino l'intelligenza logico-matematica non ha le sue origini nella sfera uditivo-vocale. Questa forma di pensiero può essere invece ricondotta a un confronto col mondo degli oggetti. E' infatti nel confrontare oggetti, nell'ordinarli e riordinarli e nello stimarne la quantità che il bambino piccolo consegue la sua conoscenza iniziale e più fondamentale sull'ambito logico-matematico. Prendendo l'avvio da questo punto preliminare, l'intelligenza si allontana poi rapidamente dal mondo degli oggetti materiali". (…) "Nel corso dello sviluppo si procede da oggetti a proposizioni, da azioni ai rapporti tra azioni, dal regno del sensorio-motorio al regno dell'astrazione pura: infine alle altezze della logica e della scienza". I bambini dotati di questa forma di intelligenza mostrano predilezione nel raggruppare oggetti, confrontarli, ordinarli, valutarne analogie e differenze, contarli, anche quando in età molto precoci, non hanno ancora acquisito il concetto di numero. Sono i bambini che, più grandicelli, mostreranno di amare i rompicapi, gli indovinelli logici e i giochi che richiedono abilità di ragionamento e saranno capaci di risolvere problemi matematici velocemente a mente.
Implicazioni educative
Gli studenti che prediligono l’uso di questa intelligenza apprendono più facilmente utilizzando la logica, risolvendo problemi e analizzando opportunità. Essi trovano vantaggioso fare domande, fare esperimenti e analizzare i risultati nel tentativo di risolvere i problemi e comprendere la realtà. Pensano in modo chiaro ed analitico, usano simboli astratti, risolvono velocemente i problemi e pensano con numeri, modelli e algoritmi.

 
 
 
Dante Alighieri

L' INTELLIGENZA LINGUISTICA

Gardner definisce l'intelligenza linguistica come: "Una sensibilità per il significato delle parole, grazie alla quale un individuo apprezza le sottili sfumature di significato esistenti fra il versare inchiostro intenzionalmente, deliberatamente o volutamente. Una sensibilità all'ordine fra le parole: la capacità di seguire regole grammaticali e, in occasioni scelte con cura, di violarle. A un livello un po' più sensoriale, una sensibilità ai suoni, ai ritmi, alle inflessioni e ai metri delle parole: quella capacità che può rendere bella da udire persino la poesia di una lingua straniera. E una sensibilità alle diverse funzioni del linguaggio: il suo potenziale di eccitare, convincere, stimolare, trasmettere informazione, o semplicemente di piacere".

Implicazioni educative

Gli studenti in cui predomina questa intelligenza apprendono meglio ascoltando presentazioni verbali, leggendo, scrivendo e discutendo. Hanno un buon vocabolario, comunicano efficacemente, parlano speditamente, scrivono in modo chiaro e pensano con le parole.Gli insegnanti possono rafforzare l’intelligenza linguistico-verbale negli studenti chiedendo loro di: creare presentazioni orali, saggi scritti e poesie, dibattiti e dialoghi su temi giornalistici, riassunti di letture. Inoltre, gli studenti possono essere stimolati attraverso l’apprendimento di lingue straniere e l’affinamento della propria lingua migliorando la sintassi, il vocabolario, la grammatica e i vari generi di scrittura. 

 
 
 
   
Darvin

INTELLIGENZA NATURALISTICA

Questa forma di intelligenza insieme a quella esistenziale è stata individuata da Gardner in un secondo momento nel 1996 e proposta al pubblico italiano nel 1997, anno in cui lo stesso psicologo americano partecipò ai convegni di Reggio Emilia e Torino. Parlando di questa intelligenza, Gardner fa riferimento a ciò che egli chiama end-state: il ruolo adulto relativo presente nella nostra cultura e cioè la figura del naturalista; colui che conosce e quindi ama l'ambiente che lo circonda. I bambini che evidenziano questa forma intellettiva sono capaci di porsi facilmente in relazione con la natura, denotando capacità di osservare, esplorare, sperimentare, interrogarsi, seguire percorsi di ricerca attraverso continui scambi con l'ambiente circostante.

Implicazioni educative
Gli studenti in cui predomina questa intelligenza apprendono meglio attraverso: presentazioni che coinvolgono fenomeni naturali, la riproduzione di fenomeni naturali nella classe, l’interazione con la natura in ambienti naturali. L’apprendimento è facilitato quando i contenuti possono essere selezionati, collegati e classificati nel mondo naturale attraverso analogie. Hanno buone capacità di osservazione, sono abili nel discriminare, elencare e classificare, comprendono fenomeni naturali. 

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Bonarroti

INTELLIGENZA VISIVO SPAZIALE

Secondo Gardner: "l'operazione più elementare su cui si fonda l'intelligenza spaziale è la capacità di percepire", anche mentalmente, "una forma o un oggetto". I bambini dotati di questo tipo di intelligenza pensano con le immagini e i disegni. Amano fare spesso labirinti e giochi di composizione, trascorrono gran parte del tempo a progettare, disegnare, giocare con le costruzioni, realizzando spesso invenzioni. Leggono con facilità mappe, cartine e diagrammi e parallelamente riproducono precise e dettagliate rappresentazioni di persone o cose. L'intelligenza corporeo-cinestetica "Tipica di tale intelligenza è la capacità di usare il proprio corpo in modi molto differenziati e abili, per fini espressivi oltre che concreti (…), altrettanto caratteristica è la capacità di lavorare abilmente con oggetti". Tali bambini mostrano di conoscere i loro confini fisici, posseggono una ottima coordinazione generale e segmentaria che permette di muoversi con destrezza, sia in grandi spazi, sia quando a tavolino debbono compiere azioni fini, che implichino una qualche partecipazione fisica e motoria al compito.

Implicazioni educative

Gli studenti che prediligono l’uso di questa intelligenza apprendono più facilmente attraverso stimoli quali: grafici, disegni, fotografie, animazioni al computer, film e video.La loro capacità di apprendere è valorizzata dall’opportunità di svolgere compiti attraverso forme visive e di rappresentare i contenuti attraverso la creazione di figure. Sono bravi nell’utilizzare le relazioni spaziali,hanno un ‘buon occhio’ per i dettagli e i colori, visualizzano le soluzioni ai problemi.
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Mozart

INTELLIGENZA MUSICALE

Caratterizzata dall’abilità a riconoscere, ricostruire, comporre brani musicali, sulla base del tono, del ritmo e del timbro. L’intelligenza ritmico-musicale è veicolata dai simboli che costituiscono melodie e ritmi.
END-STATE- a un livello adulto essa è rappresentata da end-state quali il cantante, il direttore d’orchestra, il compositore, lo strumentista.

Implicazioni educative

Gli studenti che prediligono questa intelligenza apprendono e ricordano con più facilità attraverso stimoli quali: canzoni, rap e canti. Le loro capacità di apprendimento sono valorizzate quando hanno la possibilità di esprimersi musicalmente attraverso prodotti ritmici e musicali- Hanno un buon senso del ritmo e della melodia.

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